Fiuggi centro storico

Il borgo medievale di Fiuggi e il suo centro storico

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Il Centro Storico di Fiuggi 

fiuggi centro storico Ben conservata la cittadella Medioevale, Fiuggi centro storico, è un susseguirsi di vicoli, piazzette, di case che si accavallano l' una su l'altra in continua successione. molti e suggestivi gli angoli da scoprire. Lungo il percorso si incontrano: la collegiata di San Pietro, la chiesa di Santo Stefano, la chiesa di Santa Maria del Colle. Ed ancora il Palazzo Falconi, le case patronali, e di più recente costruzione il Palazzo comunale ed il Teatro in Piazza Trento e Trieste. Il borgo medievale di Fiuggi fu probabilmente costruito intorno al Mille, periodo in cui molte città si fortificarono sui colli più alti per meglio difendersi dalle invasioni barbariche. Fiuggi borgo medioevale: Arroccato all’interno della cinta muraria oggi quasi scomparsa è un susseguirsi di vicoli, piazzette, ripide scalinate e case costruite una sull’altra. La presenza nei secoli delle più importanti famiglie romane ha lasciato testimonianze architettoniche assai interessanti, come gli antichi palazzi padronali Case Grandi, Martini e Alessandri. Nel palazzo De Medici, già sede della vecchia caserma di Anticoli, si trova il famoso “pozzo delle vergini”, dove secondo la leggenda venivano gettate le ragazze che rifiutavano di assoggettarsi allo “ius primae noctis” imposto dal feudatario. Anche palazzo Falconi custodisce una storia curiosa. Nella vana attesa di Napoleone, che avrebbe dovuto fermarsi proprio qui per una breve sosta, un pittore passò la notte a decorare una stanza con il ritratto del condottiero. Che non passò mai da Fiuggi ma lasciò la sua ombra, come raccontò l’artista, in quella che oggi si chiama la “Sala di Napoleone”. Passeggiando per la città si possono anche ammirare le bifore di via Vetere e i portali di pietra sovrastati da stemmi gentilizi in via Maggiore. Meritano una visita a sé le numerose chiese di Fiuggi. 

Nel 1088-1089 il papa Urbano II confermava al vescovo Pietro di Anagni il privilegio perenne su Anticoli. I cittadini di Anticoli a quei tempi avevano l’obbligo di dare un tributo annuo alla Santa sede di 50 prosciutti, 20 soldi e 50 schiacciate all’olio in occasione delle feste natalizie. Questa tassa fu abolita nel 1421 da papa Martino V riconoscendo precarie le condizioni degli anticolani a seguito dell'incendio del Castello avvenuto alcuni anni prima. Alla fine del XIII secolo resta ancora proprietà della Santa Sede mentre la Valle Anticolana diventa feudo della famiglia Cajetani. Nel 1501 Alessandro VI concedeva Anticoli a sua figlia Lucrezia, poi a Cesare ed infine al nipote Giovanni Borgia fino al 1503. Il 22 febbraio 1517 passava in feudo a Pietro Morgani, capitano dei balestrieri di Giulio II il quale ottenne dal successore Leone X l’enfiteusi del castello di Anticoli di Campagna. Questa enfiteusi dovette divenire difficile da conservarsi se Giovanni Morgani che l’amministrava in nome del figlio, se ne disfece il 22 giugno 1517 e la trasferì dietro il pagamento di 2.500 ducati a Prospero Colonna, conte di Fondi. Uno dei motivi dell’abbandono dell’enfiteusi sembra doversi ricercare nella intemperanza e dissolutezza di Pietro Morgani; l’aver ucciso un bargello, prima, e le insidie tese ad una coniugata, poi, gli procurarono l’avversione degli abitanti e la morte violenta. La fantasia popolare ha tessuto su questo episodio la leggenda secondo la quale questo signorotto, spadroneggiando nel paese, pretendeva gli amori delle giovani donzelle che gettava giù in un pozzo se non le trovava illibate; tale pozzo è detto ancora oggi "Pozzo della vergine". Sempre secondo la leggenda questi soprusi durarono fino al giorno in cui Maria Terrinoni, vedova anticolana, uccise con uno stratagemma il signorotto per evitare che questi contaminasse sua figlia Gioconda, promessa sposa ad Elvezio Maggi, giovane del paese.

Dopo i Morgani, e da questi ai Colonna (1517), il paese passa nel 1556 ai Carafa, per tornare poi con Pio V, nel 1571, feudo dei Colonna con Marcantonio, quale dono per la vittoria sui Turchi a Lepanto. 

Nel secolo XVIII Anticoli divenne comune indipendente.

Il borgo medievale di Fiuggi e le piazzette

borgo medioevaleLa Collegiata di San Pietro, sempre in via Maggiore, custodisce opere della scuola romana del ‘600. In pieno centro storico vale la pena visitare anche Santo Stefano e Santa Maria del Colle, due templi pagani trasformati in chiese intorno al XV secolo. In via Vecchia Fiuggi si trova la Chedificata dal feudatario Marcantonio Colonna in ricordo della vittoria dell’armata cristiana a Lepanto. E, infine, c’è la Chiesa di San Biagio, patrono di Fiuggi. Costruita intorno al 1100 e successivamente rifatta sul modulo barocco, conserva tra l’altro un affresco del XIII secolo e un’acquasantiera ricavata da un capitello romano. Oltre alle opere d’arte dei secoli passati, comunque, è interessante visitare quelle parti della città che risalgono all’inizio del ‘900, periodo di grande fervore culturale anche per Fiuggi. In stile liberty sono il Villino Breda, nel centro storico, e nella parte bassa della città l’Albergo Igea e tutta la cosiddetta Zona Villini. Portano la stessa firma, quella dell’architetto Garibaldi Burba, la Fonte Bonifacio VIII (di cui oggi resta solo il grande portale d’epoca), il Grande Albergo Palazzo della Fonte e la Chiesa Regina Pacis. Lo splendido Grand Hotel Città di Fiuggi, costruito come abbiamo detto nel 1910, ha subito invece alterne vicende. Protagonista di una indimenticabile stagione culturalmondana durante il Ventennio, ora è sede di una tra le più qualificate scuole alberghiere d’Italia, e il suo teatro è diventato il Teatro Comunale. E' invece del 1925 il Palazzo Comunale, che fu costruito in stile rinascimentale in onore del breve periodo -dal 1421 al 1478 - in cui Anticoli di Campagna fu libero comune.

L’antico borgo conserva pressoché intatte le sue strutturazioni medioevali, con qualche torre delle mura di difesa che sboccia ancora qua e là tra le case. Le arterie principali che si dipartono parallelamente dalla piazza Trento e Trieste si collegano tra loro con vicoli scoscesi, stretti, fatti di archi, di scalinate ed anguste piazzette. Ai lati dei vicoli le case si innalzano l’una a fianco dell’altra in continua successione. Sembra che Ferdinand Gregorovius allorché visitò Anticoli di Campagna così ebbe ad esprimersi: "…Se non fosse per la mancanza d’un Eva che ti offre la mela, qui diresti di trovarti nel Paradiso Terrestre".

Questo borgo medioevale fino al 1911 si chiamò Anticoli di Campagna. Circa l’etimologia del nome Anticoli, vi sono due versioni: la prima che il nome deriverebbe da "Antiquae incolae" o antichi abitanti del posto; la seconda da "Ante Colles" perché le prime abitazioni sorsero molto probabilmente sul colle circondato da altri più alti. Documentazioni probanti risalgono comunque alla prima metà del secolo XI: nel "Breve di Papa Nicolò II" (1059-1061) appare per la prima volta il nome di Anticoli in Campanea come castellanìa della Chiesa alla diretta dipendenza della Santa Sede. (Le due regioni latine facenti parte dello Stato Pontificio erano la Campagna e la Marittima, ed Anticoli apparteneva alla regione di Campagna).

Il suo territorio sembra fosse abitato dai popoli pelasgi, perché nel vicino lago di Canterno, durante i recenti scavi di un pozzo artesiano, sono stati rinvenuti frammenti di legno ritenuti parte di palafitte d’origine pelasgica. 

Secondo alcuni studiosi, nel V-IV sec: a.C. Anticoli venne abitata dagli Ernici, un popolo di forti montanari. Vivevano in un piccolo agglomerato chiamato "Felcia" che sorgeva su un rilievo roccioso alto circa ottocento metri, difeso da due fossati naturali dove scorrono tuttora i torrenti del Diluvio e del Diavolo o Casa Vetera, e da pareti rocciose a strapiombo. L’arx era il punto più alto, la parte più difesa e più difficile da espugnare. E’ conosciuta oggi come la "Barriera" e vi si poteva accedere attraverso la "Porta dell’Olmo", distrutta ai primi del secolo. La porta maggiore che nell’antica Felcia immetteva all’arx, era però la "Portella" ancora oggi nota con questa denominazione E’ l’unica conservatasi, anche se è stata ristrutturata, insieme alla torre omonima.. Una terza porta anch’essa ormai distrutta, detta del "Colle" era sita nella parte bassa della cittadina in fondo al rione omonimo. L’antica cittadella ernica di Felcia racchiudeva dunque nel suo perimetro in basso il quartiere del Colle e nella parte più alta del paese le zone tra le Case Grandi e Castello. La conformazione urbanistica della parte più antica presenta una struttura derivata da linee tra loro perpendicolari basate su cardine e sul decumano. Un insediamento così concepito è probabilmente di origine romana o preromana. Gli Ernici, infatti, dopo varie alleanze e scontri con Roma furono definitivamente assoggettati all’Urbe da Appio Claudio e da C. Plauzio (367 a.C.). Alcuni studiosi ritengono che nella zona sia esistito, in epoca repubblicana, un insediamento di una certa consistenza avente lo stato giuridico di colonia romana. Di questo periodo romano, iniziato nella seconda metà del IV secolo a.C. si hanno però scarsissime notizie, come povera è la storiografia dell’alto medioevo nella quale s’inserisce Anticoli.

 

 

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